Strategia del Texas Holdem

poker online gratisLa Strategia del bluff al texas holdem

Personalmente, ritengo che il bluff sia uno dei concetti sovrastimati e mal compresi nel Texas Hold’em No Limit, e anche in altre forme di poker, eccezion fatta forse per le varianti di gioco Limit, dove il bluff è pur sempre possibile, ma trova senz’altro un più esiguo spazio d’applicazione. Chi a poker non ha mai giocato, o chi ci gioca da poco, può pensare che gran parte dell’abilità di un forte giocatore stia nel bluffare in modo oltraggioso, intimorendo i suoi avversari e costringendoli a passare la maggior parte delle mani. Vi assicuro per esperienza diretta che non è così.

Altri aspetti del gioco come la selezione delle mani di partenza, la conoscenza delle probabilità, l’uso di puntate di entità adeguata, la lettura della mano avversaria, il controllo del tilt, la disciplina e così via sono altrettanto importanti, se non forse di più. E’ pur vero che un uso accurato del bluff non potrà far altro che rendere il nostro gioco più completo, profittevole e anche divertente. In questo articolo illustrerò alcune fra le più frequenti tipologie di bluff che trovano impiego nel Texas Hold’em No Limit e vi darò alcuni consigli su come utilizzarle.

Il continuation bet bluff
Per continuation bet, in generale, si intende una puntata fatta sul flop da parte del giocatore che ha rilanciato nella fase preflop. Quando questa puntata viene fatta senza avere una mano legittima, si parla di continuation bet bluff. Se per esempio abbiamo rilanciato preflop con asso picche donna picche e puntiamo su un flop che presenta jeck cuori 5 picche 8 quadri, stiamo facendo un continuation bet bluff. Detto cosi sembra tutto molto semplice, ma in realtà non lo è affatto. Vediamo come utilizzare quest’arma nel migliore dei modi. Generalmente, sconsiglio di fare un continuation bet bluff quando al flop ci sono più di due avversari a contenderci il piatto.

Le possibilità di insuccesso sono troppo elevate. Meglio puntare solo con una mano legittima. Contro un singolo avversario, invece, dobbiamo utilizzare il continuation bet bluff con grande frequenza (suggerirei quasi nel 100% dei casi). Ricordo infatti che se il nostro avversario non è partito con una coppia in mano, due volte su tre al flop non avrà legato alcun punto. Se è partito con una coppia, verosimilmente non sarà alta, altrimenti avrebbe controrilanciato preflop (tranne nel raro caso di slowplay) e potrebbe essere costretto a passare se al flop scendessero due carte più alte della sua coppia. Contro due avversari ci si regolerà invece in base alla texture del flop e alla nostra posizione.
Su un flop con possibilità di molti progetti (come 7 picche 8 picche 9 quadri) opteremo per un check, specialmente fuori posizione. Su un flop sconnesso (senza possibilità di progetti) e in particolar modo se in posizione preferiremo invece puntare.

texas holdem onlineCome linea guida generale ricordatevi che se la percentuale delle vostre continuation bet è inferiore al 50% delle mani in cui rilanciate preflop, state sicuramente giocando in modo troppo chiuso. L’entità della puntata del continuation bet bluff può variare a seconda di diversi fattori; generalmente è ragionevole fare una puntata da 1/2 a 2/3 del piatto. Personalmente, preferisco spostare questi valori leggermente verso l’alto: sempre una puntata di circa 3/4 del piatto. Trovo infatti che puntate di metà del piatto, visto l’attuale livello di aggressività del gioco, siano troppo soggette a controrilanci in bluff da parte dei nostri avversari, diminuendo l’efficacia del nostro continuation bet bluff. L’importante, affinché il continuation bet bluff sia credibile, è riuscire a fare puntate equivalenti sia in bluff sia con un punto legittimo.

Se tendiamo a puntare in maniera differente (per esempio, puntando sempre metà piatto quando siamo in bluff e 3/4 del piatto quando abbiamo il punto), i nostri avversari potrebbero notarlo e tutti i nostri continuation bet bluff verrebbero neutralizzati.
Come dobbiamo comportarci se l’avversario chiama la nostra puntata in continuation bet bluff? Una risposta semplice e generale non c’è, in quanto troppo legata alla singola situazione di gioco. In linea di massima, se pensiamo che il nostro avversario abbia un progetto (che non si chiude sul turn) o una mano marginale, possiamo proseguire ed effettuare un secondo continuation bet bluff sul turn. Se invece riteniamo che il nostro avversario abbia un punto decoroso o sia comunque poco disposto a passare la sua mano, meglio non proseguire con il bluff.
Come possiamo difenderci dal continuation bet bluff dei nostri avversari? Lo vedremo in seguito.

Lo squeeze bluff
Per squeeze si intende un controrilancio preflop dopo che vi sia stato un rilancio e almeno un call. Come nel caso della continuation bet, anche qui, quando effettuiamo questa mossa senza una mano degna di tale azione, stiamo effettuando un bluff. Da dove deriva l’efficacia dello squeeze bluff? Eccola spiegata. E’ abbastanza probabile che il primo giocatore, che rilancia preflop, non abbia una mano fortissima, semplicemente per una questione statistica; questo è ancor più vero se ci troviamo in un tavolo da 6 o se il giocatore che rilancia è particolarmente loose. Il secondo giocatore, che chiama il rilancio, ancora più difficilmente avrà un punto forte: se così fosse, infatti, controrilancerebbe preflop per evitare ulteriori call e massimizzare i vantaggi della sua mano già nella fase preflop.

Di fronte al nostro controrilancio cosa può succedere? Il primo giocatore dovrà preoccuparsi non solo del nostro controrilancio cosa può succedere? Il primo giocatore dovrà preoccupasi non solo del nostro controrilancio, ma anche di un eventuale altro call da parte del secondo giocatore. Tenderà in genere a passare tutte le mani, salvo quelle veramente forti. Il secondo giocatore, altresì, non avrà una mano sufficientemente forte per poter accettare il controrilancio e sarà anch’egli, nella maggiora parte dei casi, costretto a passare. Vediamo ora come usare al meglio lo squeeze bluff. La situazione ideale è quella in cui il giocatore che effettua il rilancio è piuttosto tight e quello che chiama piuttosto loose. Il primo giocatore, essendo solido, tenderà infatti a passare mani buone, ma non ottime, come asso-donna o 10-10. Questo sono mani che un giocatore loose non passerebbe di fronte a un controrilancio. Il secondo giocatore, essendo appunto loose, è più probabile che abbia chiamato il rilancio iniziale con una mano debole, che ora non può certo sostenere il controrilancio.

Ricordiamoci che l’ammontare del nostro controrilancio deve essere di almeno 4 volte il rilancio iniziale. Se rilanciamo di un importo inferiore, rischiamo di venire chiamati, cosa che non vogliamo. Vale anche qui lo stesso discorso fatto per il continuation bet bluff: dovremo fare un controrilancio della medesima entità anche quando abbiamo una mano molto forte (kappa-kappa, asso-asso), per non dare ai nostri avversari chiari parametri di valutazione sulla nostra possibile mano. Non vi sono delle mani da preferire con cui effettuare lo squeeze bluff. Ciò che conta è che vi sia la situazione adatta. Un esempio tipico è quando il giocatore sul cutoff è il primo a entrare in gioco e rilancia, venendo chiamato dal bottone: se ci troviamo sul grande buio abbiamo una situazione ideale per lo squeeze bluff. Altra situazione ideale è quando avviene un rilancio seguito da 3 call: ci sono cosi tanta “moneta morta” nel piatto e abbastanza mani deboli in gioco che vale la pena di tentare uno squeeze bluff. Cosa fare se veniamo chiamati? Se ci chiama più di un giocatore, semplicemente lasciamo perdere la mano. Si presenterà un’altra occasione. Se s chiamarci è un solo giocatore, specialmente se non è il primo che aveva rilanciato, ma uno dei giocatori che aveva chiamato il rilancio, è d’obbligo proseguire con un continuation bet bluff.

poker sportivo gratisIl float bluff
Per float bluff si intende chiamare una puntata avversaria al flop con assolutamente nulla in mano, per poi rubare il piatto in bluff successivamente. Vediamo un esempio. Chiamiamo un rilancio preflop del nostro avversario con asso quadri donna picche. Al flop scendono kappa cuori 3 picche 8 fiori. Il nostro avversario punta 2/3 piatto e noi chiamiamo. Al turn scende il 3 cuori. Il nostro avversario fa check, noi puntiamo 3/4 del piatto e lo facciamo passare. Abbiamo effettuato un float bluff. Detto così sembra tutto facile. Anche qui in realtà le cose sono un po’ più complesse. Due sono i requisiti fondamentali per effettuare un float bluff: trovarsi in heads-up con chi ha rilanciato preflop e avere posizione su di lui. La presenza di altri avversari impedisce infatti di chiamare la puntata al flop: manca la certezza di non venire chiamati da altri se non addirittura rilanciati.

La posizione è fondamentale per vedere il comportamento del nostro avversario al turn: se farà check o una piccola puntata (sinonimo di debolezza) rilanceremo in bluff, supponendo egli abbia una mano mediocre. Se farà una puntata sostanziosa passeremo. Non è possibile avere questo tipo di informazione se non abbiamo posizione sul nostro avversario. Non tutti i flop sono egualmente valide per effettuare un float bluff. Un flop come kappa quadri donna fiori 10 fiori, verosimilmente, legherà spesso con il possibile range di mani con cui il nostro avversario ha rilanciato preflop. Meglio lasciar perdere il float bluff e passare la nostra mano, se non abbiamo un punto ragionevole.

Un flop come 10 picche 7 fiori 3 quadri, invece, difficilmente legherà la mano del nostro avversario, a meno che egli non sia partito con una coppia alta. Qui il float bluff ha più possibilità di successo. Altri flop ideali sono quelli in cui una carta media o bassa compare due volte (per esempio jeck picche 7 fiori 7 cuori). Le chance che il nostro avversario abbia legato su un flop del genere sono basse. In più, noi possiamo rappresentare efficacemente un tris. Anche il flop con due carte dello stesso seme, qualora cada una terza carta di quel seme al turn, sono degli ottimi candidati al float bluff. Una situazione ideale per il float bluff si presenta quando il giocatore in piccolo buio si completa e noi siamo di grande buio. Se punta al flop possiamo impostare un float bluff chiamando la sua puntata. Siamo heads-up, abbiamo posizione e lui ha una mano probabilmente marginale, in quanto non ha rilanciato preflop.

Dopo un suo eventuale check al turn possiamo puntare rappresentando con efficacia qualsiasi mano, per via dell’assenza di un rilancio preflop, e vincere facilmente il piatto. IL float bluff è inoltre un’ottima arma di difesa contro il continuation bet bluff dei nostri avversari. Pochi sono i giocatori che, dopo aver fatto un continuation bet bluff al flop ed essere stati chiamati dall’avversario, hanno il coraggio di proseguire con un secondo continuation bet bluff al turn. Tutti questi giocatori che, come si dice in gergo, “hanno una pistola caricata con un solo colpo”, sono dei candidati ideali a subire il float bluff.

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